TROPPO SPORT FA MALE?

Chiara Parisi 11 Novembre 2018

Oggi vorrei ragionare su quale sia e se esiste una “quantità di sport” ideale.

Infatti credo che il problema di chi fa sport (non agonistico) sia riuscire a dosare la giusta quantità e livello di attività per ottenere gli effetti di benessere salute e bellezza che ci si aspetta da uno stile di vita sano.

Iniziamo da una curiosità letteraria, per nutrire un po’ la mente:

il primo ingresso dello sport nella Letteratura al tempo del Romanticismo può risalire al 1821 per mano del grande poeta Giacomo Leopardi che, dopo aver assistito ad un avvincente gara di Palla Col Bracciale, scrive una canzone per inneggiare la grandezza di Carlo Didimi, atleta di fama e talento che appare come un novello eroe agli occhi del conte che scrive : “A un vincitore nel pallone”.

Inoltre in un appunto del 1820 Leopardi scrive:

 

«Il vigore e il ben essere del corpo conferisce alla serenità dell’animo, e la serenità dell’animo al vigore e al ben essere del corpo. Come per lo contrario la debolezza o mal essere del corpo e la tristezza dell’animo».

Quanta strada abbiamo percorso da allora?

Molta, la lotta alla sedentarietà ha cominciato a dare i suoi frutti e sempre più persone hanno cercato il tempo e lo spazio per fare attività fisica.

Ma molta strada ancora dobbiamo percorrere per non restare vittime di questo nuovo sistema, e non correre il rischio di incrementare lo stress per i nostro fisico.

Infatti ho avuto modo di notare, durante la mia attività di farmacista specializzata in Integrazione Sportiva amatoriale e agonistica, che a volte lo sportivo non agonista esagera in senso opposto : infatti molti praticano una attività fisica così intensa da creare stress al corpo sia per gli sforzi richiesti durante l’attività che a causa della necessità di trovare molte ore per l’attività stessa ,pur avendo dei ritmi già serrati durante la settimana, vanificando lo scopo stesso del benessere.

Da oltre cinquant’anni le ricerche più serie hanno dimostrato che il massimo del beneficio fisico si ottiene con 5-6 ore di sport settimanali.

Secondo l’autore dello studio Paul Thompson, direttore del dipartimento di cardiologia dello Hartford Hospital, nel Connecticut, decine di studi clinici effettuati negli anni hanno inoltre dimostrato che l’esercizio fisico, anche se prolungato, ha degli evidenti effetti benefici sulla salute del cuore, tuttavia la relazione grafica tra la quantità di sport e di benessere cardiovascolare non appare lineare, bensì forma una curva «a campana»: significa che i benefici dell’attività fisica a livello cardiaco crescono fino a una determinata soglia oltre la quale si mantengono stabili o addirittura decrescono, a seconda delle persone. In conclusione, lo sforzo fisico molto intenso e prolungato nel tempo non è indicato per tutti ed è importante conoscere a fondo le proprie caratteristiche fisiche per non incorrere in potenziali rischi, mantenendo ben alta la soglia di attenzione su alcuni campanelli di allarme.

Lo sport fa bene, se fatto almeno per tre ore alla settimana con un allenamento serio e mirato fino ad un massimo di 6 ore (in base a età, stile di vita, genetica e storia sportiva di ognuno)
Troppo sport fa male; per un runner il massimo km settimanale è dato dalla formula (150-età) e la distanza più salutistica sono i 10 km con un allenamento della durata effettiva di un’ora.
L’INTEGRAZIONE ragionata è una valido aiuto per mantenere alti i benefici della pratica sportiva.
Troppa quantità

In genere l’eccesso di quantità è raggiunto per somma di attività, una specie di nevrosi da sport.

Un esempio: A. va in palestra tre volte alla settimana, il sabato o la domenica esce in bici, il giovedì sera gioca a calcetto con gli amici, due volte alla settimana va a correre. Nonostante questo ha notato che il il suo livello atletico è diminuito e che il fisico non ottiene miglioramenti visibili.

Il suo fisico è in cortocircuito non capendoci più nulla fra i tanti gesti atletici cui viene costretto.

Senza contare che negli anni tendini e articolazioni subiscono gli effetti di eccessive e prolungate sollecitazioni.

Una risposta tipicamente nevrotica è del tipo “io non so stare senza sport”.

Occorre stabilire dei tempi adatti allo sport e in questi momenti occorre allenarsi con impegno, concentrazione e divertimento.

Alternare i momenti di allenamento vero e proprio a lunghe passeggiate a passo sostenuto o belle nuotate con gesti lenti e ben distesi ,quando fa freddo, contribuisce ad un buon funzionamento cardio circolatorio e alla diminuzione del grasso corporeo (che ricordiamo viene bruciato a frequenza di battito non troppo alte e dopo uno sforzo prolungato) senza sollecitare troppo articolazioni e tendini favorendo una maggiore tonicità del muscolo.

In conclusione, abituiamoci a riempire il resto degli spazi che riusciamo a ricavare con attività che allenino il cervello (leggere un libro, fare cruciverba, guardare documentari, etc) e l’animo, ricercando il contatto con amici e parenti per il puro gusto di chiacchierare e scambiare punti di vista.

Anche un hobby rigenerante come il giardinaggio o il bricolage o il collezionismo o qualsiasi altro genere ci faccia sentire bene può contribuire a migliorare l’umore e lasciare al corpo la possibilità di ricaricarsi e lavorare sui suoi distretti muscolari mentre facciamo dell’altro.

Una corretta alimentazione (senza troppa rigidità) e integratori mirati completano il quadro.